Il mare, l’alba e le brioche

Cosa c’è di meglio del mare per un incontro romantico? Il mare all’alba, con la spiaggia quasi deserta e la notte che cerca strenuamente di resistere, striandosi di rosa e celeste.
Tre amiche con ancora gli abiti della serata appena trascorsa e che non vuole finire. Una sosta veloce a casa: si indossa il costume, si prende il telo e poi via ad arrampicarsi sugli scogli, per guardare il mare e il cielo.
In silenzio la notte si ritira, insieme alle parole, lascia spazio a qualcosa di più grande, che non ha bisogno di commenti. La prima si alza, si spoglia, si getta tra i flutti. Poco dopo la seconda la segue, non si allontana, non sa nuotare, ma lascia spazio alla terza, le lascia il tempo di pensare, seduta in quella caletta.
A volte ti senti incompleta e allora non puoi fare a meno di riempirti le orecchie e gli occhi.
La spiaggia è ancora deserta e malgrado tutto il sole decide lo stesso di alzarsi un po’ di più. Lì, in quella caletta circondata da scogli sembra quasi che nulla possa raggiungerti, nemmeno i pensieri. Soprattutto i pensieri. C’è solo il suono delle onde, che si insinua tra i capelli. L’idea di immergersi, di lavare via tutto, nasce così: parte dalla testa e scende giù per il corpo, guidata da quell’eco di sirene. È ora di andare, di alzarsi, nulla può fermarla: anche lei deve raggiungere il mare.
Ed è in questo momento perfetto, quando la maglietta cade vicino ai piedi nudi, che una voce si fa vicina.
“Tutto bene?”
Il contorno di un uomo si staglia sul molo, che comincia a popolarsi. Indossa una canotta, tira un po’ sull’addome, forse troppo prominente, lasciando scoperta la pancia per una manciata di centimetri. I pantaloncini mostrano gambe sfregiate da troppi graffi e la pelle scura, bruciata quasi, rivela quel che potrebbe essere il suo mestiere al porto.
“Sì, non si preoccupi: tutto bene. Stiamo prendendo un bagno”.
E il viso torna al mare, le sirene la chiamano, ma il tritone riprende a parlare.
Sei sposata? Fidanzata? Perché mio fratello è fidanzato con una donna. Vive su con lei ( attualmente abita con lei nel nord Italia N.d.R). È divorziata, lei, ma vivono insieme…va bene lo stesso, no? Anche se è divorziata. Alla fine si vogliono bene”.
Lei avanza verso il mare, lasciandosi dietro il fiume di parole, che continua a raggiungerla.
“Anch’io voglio fidanzarmi, ma ho 44 anni e non riesco a trovare una donna. Non mi hai risposto prima, sei sposata? Perché mio padre insiste… mi ha anche detto che posso prendermi pure una negra o una prostituta, l’importante è che mi voglia bene”.
I piedi sono ormai immersi nell’acqua, lei si gira e prende un respiro, apre la bocca per parlare, ma viene, ancora una volta, travolta da quell’approccio così elegante.
“Vieni fare colazione: ti offro una brioche al cioccolato… andiamo?”
“No, grazie”.
“Non ti piace il cioccolato? C’è anche quella alla crema”.
“Vada a fare colazione”.
Poche parole, mentre qualche commento su cappuccini e marmellata la raggiungono. Poi solo il sale e quell’acqua ormai chiara.
No, non c’è niente di più romantico di un incontro mozzafiato alle prime luci dell’alba, lì, in riva al mare, che magari continua al bar, con una colazione offerta da qualcuno veramente interessato.
E non c’è niente di più divertente che farsi raccontare un aneddoto del genere. Dopo il bagno, in un bar lontano dal porto, dall’amica cui è successo e a cui offrirai una brioche… al cioccolato.

Di Titty Paternoster

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Comments

  1. madda says:

    Io gli avrei dato 2000 lire. Sì, in lire.

  2. Mariano says:

    Come al solito, sei brava nell’esprimere quello che senti. Purtroppo, però, tale aneddoto risulta rappresentare uno specchio della realtà, in cui si ha difficoltà a comprendere che il “single” è uno status dignitoso, anche se è meglio vivere insieme. La cosa che ho notato è che il “latin lover” riferisce solo pensieri dei genitori, non ha espresso nessun apprezzamento personale e poi ….. dire che và bene anche una prostituta mi sembra, a essere buono, molto poco delicato.

    • Titty says:

      La donna rimorchiata, questa volta, non sono io, anche se avrei potuto, dati i precedenti.
      L’aneddoto, come dici, rappresenta il single come uno sfigato e anche come un buzzurro.
      Ma è questo single.
      Ho voluto raccontarlo perchè è divertente e perchè è capitato a tutte di sentirsi dire: o te o un’altra va bene tutto.
      Le cose che quest’uomo ha detto erano troppo succose per non raccontarle, ma non volevo criticare i single, anche perchè faccio parte della schiera.
      E comunque era anche un consiglio agli ometti, su ciò che è meglio tacere quando si vuole rimorchiare :)

      • Mariano says:

        Come capita spesso, condivido pienamente. Anch’io faccio parte della categoria, di quelli che non si sentono sfigati, ma in cerca.

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