
Meg Ryan nella famigerata scena in cui finge un orgasmo in "Harry ti presento Sally". © Style.it
“Tutti gli uomini giurano che a loro non è successo mai e tutte le donne, prima o poi, hanno finto. Tira le somme”. (Harry ti presento Sally, film).
In un rapporto a due sembra impossibile non fingere qualcosa: interesse verso il suo ultimo hobby (e quindi con il découpage puoi rivestire tutto? Strabiliante!), apprezzamento per quelle scarpe (sembrano comodissime…), pareri sinceri (no, non ti ingrassa affatto) e sazietà (prendilo tu il dolce, io assaggio soltanto).
Diversi sono i motivi che ci spingono a fingere: uno è lo spirito di sopravvivenza, e l’altro è – strano a dirsi – l’amore.
Mi direte: “ma l’amore non è sincerità?”. Certo, lo è, ma proprio quando l’amore è sincero che fingiamo, in cucina come in camera da letto. La dissimulazione trascende il confine tra la maschera e l’io e come tutto non è mai solo positiva o negativa. Alzi la mano chi non ha mai detto: “va tutto bene”, per evitare preoccupazioni a chi ci è più vicino. In questi casi la finzione è una carezza, un modo per prendersi cura dell’altro, un’attenzione. Eppure, anche in questa veste, è difficile accettare la finzione, in particolare se questa nasce su un materasso.
Non molti uomini apprezzano questa accortezza e come Harry, dicono che no, con loro nessuna donna ha mai finto un orgasmo: vivono questa “finzione” come un insulto, uno svilimento della virilità. Anche molte donne la considerano un’offesa, una messa in discussione del proprio diritto all’orgasmo e faticano a comprendere chi, come me, ha finto. E diventa difficile riuscire a spiegare che a volte va bene fingere e che non lo si fa per compiacere o riproporre lo stereotipo dell’uomo dominante. Non per adulare l’ego virile, ma per sostenere l’altro.
Ovviamente, tutte le finzioni in un rapporto sano non possono essere la norma, ma una parentesi. Un po’ come quando ci si ritrova di fronte a un disastro culinario di chi si ama. Come si reagisce allora? Alcuni dissimulano e, benché sia dura, ingoiano il boccone amaro sorridendo a chi lo porge, altri optano per una critica costruttiva, che però non parte mai da una stroncatura: “non è male, ma non credi che aggiungendo un po’ di zucchero in più…”. Si finge, si accetta questa accortezza e la si ammette candidamente, l’altra, invece, no.
Così, mentre penso a quali bugie siano socialmente più accettate, mi viene in mente un’altra domanda: che dolce si potrebbe consigliare a una donna che non arriva all’orgasmo? E questo chiedo a Nicola Cavallaro, chef del ristorante “Un posto a Milano”.
Nicola resta spiazzato, l’ho invitato al tavolo per una breve intervista e questa domanda, proprio, non se l’aspettava. Per ragionarci meglio apre una bottiglia di moscato secco e comincia a parlarmi del dolore. In fondo aprirsi all’amore significa esporsi al dolore, all’insoddisfazione. Amare vuol dire non avere limitazioni mentali, paure, affrontare difficoltà. E se si ama e si decide di accettare tutto questo, perché fingere? Me lo chiede e poi aggiunge che nessuna donna con lui ha mai finto, ne è certo. Alzo il bicchiere e sorrido, probabilmente non ce n’è mai stato motivo, o semplicemente, anche lui, come Herry, non se n’è mai accorto. Non lo convinco, ma continua a raccontarmi di sé e presto le bottiglie di moscato diventano due. Nicola non ha alcun problema a parlarmi della sua vita sessuale, dimostra di non aver alcun pregiudizio in materia, ma non riesce a capire perché una donna possa fingere. Solo alla fine della seconda bottiglia mi risponde: vino e cioccolato fondente, puro, amaro, vero. Come l’amore? Annuisce, come l’amore.
Un po’ traballante raggiungo la toilette e mentre mi lavo le mani mi sporgo verso le salviette. Una donna ne ha una in mano e me la porge. Ringrazio e la guardo. È Geppi Cucciari, ha festeggiato la fine della sua trasmissione proprio qui, questa sera. Sarà stato il vino, l’odore ammaliante che ancora sentivo nella testa, la guardo e anche a lei pongo la stessa domanda: qual è il dolce che consiglierebbe a una donna che non ha raggiunto l’orgasmo? Lei sorride e mi si avvicina, mi prende per le spalle, mi gira e mi spinge fuori dal bagno, aggiungendo che sì, le sembra ora che io vada via. Ma non lo faccio, rientro e mi scuso per la domanda, forse troppo intima, le spiego di questo post e non insisto sulla risposta, però… il suo dolce preferito? Qualsiasi cosa con cioccolato e panna.
Ritorno al mio tavolo, devo ancora finire il mio vino, mentre rifletto su due cose:
1. Tutti fingiamo, ma è difficile ammetterlo o riconoscere l’altrui finzione. Ci vuole maturità e raziocinio per farlo.
2. Il cioccolato, per qualsiasi motivo, è sempre la risposta giusta.




Io adoro quel film!
Come si fa a non amarlo?
Dialoghi brillanti, storia romantica, lieto fine e la più bella dichiarazione d’amore mai sentita
Conclusione azzeccata, degna di una serata perfetta e anche fotunata…….