10 cose che non sapevi sul vetro e sul suo riciclo

Il vetro è il assoluto il materiale più sicuro e più salubre per lo stoccaggio degli alimenti, dei medicinali, dei cosmetici, degli agenti chimici… perfino dei film!

Il vetro è sempre bello, anche quando nasce per contenere del cibo e finisce per contenere una pianta!

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Il vetro e la conservazione degli alimenti

cibi e bevande conservati in vetro
Alcuni esempi di cibi e bevande conservati in vetro prodotto da VetroPack

Essendo totalmente inerte, il vetro non assorbe né trasferisce particelle al cibo, permettendo una conservazione più lunga rispetto ad altri tipi di contenitori: fate la prova al supermercato confrontando lotti coevi di legumi, tonno o passata di pomodoro in scatola o in vaso di vetro e scoprirete le differenze tra le date di scadenza!

È inoltre facilmente sterilizzabile anche a casa e può essere congelato – tenendo a mente che non sopporta uno sbalzo di temperatura superiore ai 42°, oltre il quale si rompe.

Il vetro viene usato per contenere gli alimenti fin dall’antichità: il più antico manufatto in vetro a noi pervenuto è una splendida coppa egizia del 1500 a.C., e abbiamo reperti di epoca romana che ci hanno permesso di analizzare il cibo che contenevano.

Non a caso è ancora oggi il contenitore di elezione per prodotti pregiati come olio e vino, salvaguardati dall’azione dei raggi UV dal colore scuro della bottiglia.

riciclo vetro

L’ultima frontiera del vetro? Essere usato come supporto per salvare dati complessi come quelli di un film. Superman (1978) è adesso al sicuro su un quadrato di vetro inciso con la stessa tecnologia laser che si usa per la chirurgia correttiva della miopia: si tratta del primo film ad avere questo innovativo trattamento, grazie al progetto congiunto “Project Silica” di Microsoft e Warner Bros.

Come si fa il vetro? 10 cose che forse non sapevi su produzione e riciclo

Durante un incontro con i tecnici di VetroPack (azienda già appartenente al gruppo Bormioli Rocco che produce solo contenitori per bevande e alimenti), ho potuto porre delle domande sul riciclo del vetro, argomento che come sapete mi sta molto a cuore.

Ho scoperto cose molto interessanti; ad esempio che:

  1. l’Italia ricicla molto bene (conferisce l’80% del vetro in circolazione);
  2. il vetro “nuovo” è composto per il 79% da materie prime secondarie (i rottami di vetro che buttiamo nella differenziata) e per il resto da materie prime primarie (sabbia, marmo, dolomite, soda; ferro e pirite per colorare);
  3. l’industria del vetro si basa proprio sul riciclo: anche se il rottame costa quanto la materia prima, il risparmio di energia (il punto di fusione è più basso) e di risorse (non bisogna estrarre nuova sabbia) è notevole;
  4. il vetro, oltre ad essere riciclabile al 100% senza scarti, può essere rifuso infinite volte: le sue proprietà fisiche e chimiche non cambieranno mai;
  5. se però tra i rottami si trovano pezzi di ceramica, porcellana, vetroceramica o pyrex, questi una volta fusi con il resto del vetro creano dei punti deboli che possono compromettere la solidità del prodotto finale (il rischio è ad esempio forte nelle bottiglie da Champagne): infatti non vanno buttati insieme al vetro ma nel bidone dell’indifferenziata;
  6. non bisogna buttare nemmeno i vecchi cristalli nella campana del vetro, perché contengono piombo (quelli ultima generazione ne sono invece privi);
  7. in Germania si fa la raccolta differenziata per colore del vetro; in Italia succede solo in poche città-pilota (fra cui Brescia);
  8. il vetro “bianco” (completamente trasparente) è quello più costoso;
  9. quel 21% di materie prime primarie serve a controllare il colore del prodotto finale: infatti il “vetro nuovo” potrebbe essere ricreato usando il 100% di “vetro vecchio”, ma non ci sarebbero mai due lotti della stessa tonalità;
  10. i rottami di vetro vengono ritirati da ditte specializzate che li lavano, tolgono etichette, tappi, sigilli, guarnizioni, li separano per colore e densità (in modo da distinguere ed eliminare la vetroceramica, ad esempio), e che poi li vendono alle aziende che producono oggetti per il consumo.

Come usare vasi e barattoli di vetro in cucina

Confesso di essere un’accumulatrice di vasi e barattoli di vetro, arrivando a comprare alcun cibi per poter poi tenere il vaso e usarlo per i miei avanzi!

Quelli dei cetrioli sottaceto ad esempio, che hanno una capacità di 2 lt, sono fantastici per congelare brodo e zuppe, o conservare legumi e cereali sfusi in dispensa.

freezer

Uso i barattoli da 750 ml (ex-olive e sottolio) per la frutta secca e disidratata della colazione.

furtta secca

E quelli da 250 ml per le spezie, anche loro con “tappo segnaletico”: li tengo in un cassetto, e così sono facilmente identificabili.

spezie

E le bottiglie? Quelle del latte sono perfette per spremute, limonate, tè freddo, succo di pomodoro (avanzo di lavorazione della passata fatta in casa).

riciclo vetro

Però adesso ho imparato che invece di invadere la cucina di vetro di seconda mano, posso buttarlo con serenità nella campana verde e sapere che sarà indispensabile alla produzione di altri contenitori!

(Post in collaborazione con VetroPack)

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