Top 5 del mese: 4 cose belle e una anche no – gennaio 2018

Come fare la dieta della panna, sistemare le fatture tutti i lunedì mattina, e andare in crociera senza andare in crociera.

1° cosa bella – le risoluzioni gestibili

bilancia

Come ogni organismo bicellulare su questo pianeta, anche io ho preso delle risoluzioni per il nuovo anno.
Non l’avevo mai fatto fino all’anno scorso, giudicandole alla stregua dell’oroscopo e degli articoli su come non farsi fregare ai saldi: roba da Cosmopolitan.

Ma prima ero ancora giovane e pensavo di essere abbastanza efficiente da non aver bisogno di scrivere sull’agenda giornaliera “fare la spesa”, e quindi nemmeno di dover darmi degli scopi da perseguire nell’anno a venire.
Poi, lo scorso gennaio, un po’ per la crisi della stampa, un po’ per misurarmi con una nuova impresa, un po’ perché lo promettevo a mio marito da tanto tanto tempo, presi la risoluzione di scrivere “il libro” – una raccolta di interviste o una raccolta di racconti.
E non l’ho fatto.
Ma proprio neanche una pagina.

Quindi, con il 2018, 12 mesi in più sul mio stanco cervello e la sopravvenuta esigenza di scrivere in agenda anche “fare la doccia”, ho deciso di implementare dei miglioramenti della mia qualità di vita concretamente raggiungibili e smarcabili dall’agenda (perché, dai, la soddisfazione di tirare una riga sopra “lavatrice scura” è pari a “consegna libro”).

La tecnica che ho adottato è: non iniziare l’anno con il piglio detox & palestra, pensando cioè di negarmi cose in nome di un’alta virtù calvinista che non mi appartiene, ma aggiungendo invece abitudini realisticamente ottenibili e conservabili.

Ho aggiunto:

  • Ordine alla mia “organizzazione” (vedi sotto).
  • Un regime alimentare più controllato: invece di mezzo barattolo di Nutella a cucchiaiate davanti alla tv, dopo cena un solo cioccolatino, ma di eccelsa qualità. Qualità invece di quantità significa godere di piccoli lussi che mi arricchiscono anche intellettualmente e pesano meno sulla bilancia.
  • La dieta fatta in due, perché se non ci aiutiamo tra di noi (vedi sotto).
  • la promessa di imparare a gestire i lievitati: sono una cakemaniaca carente in questo settore e voglio diventare una che ti fa una babka ad occhi chiusi entro il prossimo inverno.
  • 30 minuti di cyclette tre volte alla settimana. Avevo cominciato con “ogni giorno”, ma è durato 10 giorni; e così ho cambiato programma ufficiale.

Il principio è concedermi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare,
 il coraggio di cambiare le cose che posso, e la saggezza per conoscere la differenza. Devo averlo letto su Cosmopolitan…

2 ° cosa bella – organizzazione per disorganizzati

studio konmari
Ninja non riesce a credere di avere lo spazio per arrampicarsi accanto alla mia scrivania

Non ho stretto al mio cuore chinata sulla pattumiera e salutato con picchetto d’onore ogni oggetto che non mi dà gioia come raccomanda Marie Kondo, ma sì, ho konmarizzato il mio studio, la dispensa, il frigo, i cassetti degli attrezzi di cucina, le foto e, gente, che sollievo!

Non c’è bisogno che sia io a raccontarvi cosa sia il decluttering secondo la guru giapponese, ma posso dirvi che mi sono decisa ad applicare il suo metodo di cernita (senza tutte le cerimonie della gioia) e che ha funzionato alla grande.

Fare ordine fisico ha significato fare ordine mentale e eliminare quelle grigie nuvolette che almeno 5 volte al giorno mi spuntavano sopra la testa: “Devo mettere a posto questa roba”.

La conseguenza è stata anche una calendarizzazione dei diritti e dei doveri che mi permette di coprire tutte le basi senza lo stress del “devo ricordarmi che devo fare” che mi teneva sveglia la notte.

Lavoro molto meglio e mi rilasso molto meglio da quando:

  • Ho fatto ordine nel mio studio: due giorni di decluttering mi hanno regalato un ambiente di lavoro degno di pinterest, dove le pile di giornali da leggere, bollette da pagare e depliant a cui ispirarmi per nuovi articoli sono spariti; via ninnoli acchiappapolvere, dentro leggerezza e pulizia che aiutano tantissimo la concentrazione e la gestione del mio tempo.
  • Ho fissato uno slot per occuparmi di amministrazione e burocrazia: battesimo di fuoco del lunedì mattina, tra la colazione e lo yoga mi occupo delle fatture, di quel che mi ha chiesto il commercialista durante la settimana, di bonifici, telefonate per gestire contratti etc. Quello che non sta in quelle due ore, slitta alla settimana dopo, ma per ora non è ancora successo, e in compenso non ho tutti i giorni lo stress di affrontare menate che poi pospongo sempre: come arriva qualcosa da fare, lo segno al lunedì successivo in agenda. E ciao!
  • Ho fissato uno slot per le proposte di lavoro: che siano articoli ai giornali, offerte a possibili clienti per Cakemania, call back per concludere, tutto questo lo faccio il martedì mattina (che, #lasciaenzadice, è il miglior giorno della settimana per procacciarsi nuovo lavoro).
  • Con mio marito abbiamo fissato un pranzo insieme ogni giovedì: per essere sicuri di avere un’ora e mezza solo per noi, per regalarci un’uscita e mangiare qualcosa di nuovo. È una mini-vacanza che accorcia e alleggerisce enormemente la settimana lavorativa. Senza picchetti d’onore, ma con molta goia 🙂

3° cosa bella – la dieta fatta in due, perché se non ci aiutiamo tra di noi

verdura verde

Quando a dicembre mio marito ha fatto il suo check-up annuale, tutti gli specialisti gli hanno detto che deve perdere peso. Tutti. Anche l’oculista.

Siccome a me le amiche lo dicono in continuazione, abbiamo unito le forze e ci siamo messi di buzzo buono a limitare l’apporto calorico (quel cioccolatino buono vs mezzo barattolo di Nutella), a fare ginnastica (ci siamo fatti una palestra casalinga con una cyclette di Decathlon e il vogatore di mio nonno, un vero pezzo di modernariato con maniglie in bachelite!) e soprattutto a motivarci a vicenda:
“Beh, dai, vedi come ti stai snellendo! Come ti senti ora che fai la dieta e ginnastica?”
“Stanco e affamato.”

4° cosa bella – andare in crociera senza andare in crociera

iseo portovenere

Un uggioso sabato di gennaio siamo andati a pranzo da Iseo a Portovenere, ristorante famoso negli anni ’70 quando il paesino ligure attirava turisti da jet set e negli anni ’80 quando la clientela era più da Drive In. (La prima volta che ci sono stata, al tavolo accanto al nostro c’era Gerry Scotti. Per dire.)

Oggi che i turisti arrivano con il tipo di pullman su cui ti vendono le pentole, varcare la soglia di Iseo è come entrare in una capsula temporale e tornare indietro di almeno 35 anni: ancore e reti decorative, perlinato alle pareti, pennette agli scampi e panna, pomodori intagliati a fiore.

Il maître in doppiopetto blu con bottoni d’oro, pantaloni bianchi e camicia a righe bianche e azzurre ha tutta l’aria di un’ex-playboy da spiaggia a cui manca solo il cappellino con su scritto “Captain” per essere sceso dal Bracciante, lo yacht del Marchese Conte Barambani.

Abbiamo ordinato un “bollito misto di pesce” e questo che ci hanno portato:

trionfo di pesce

Oltre all’espressione di mio marito, vi prego di notare i quarti di ananas (quarti, non spicchi), il trionfo di pinzimonio, le fragole spiedinate, i fiori di pomodori: non sono mai stata in crociera, ma sono sicura di aver mangiato il cappello di Carmen Miranda incrociato con la Love Boat.

E mi è piaciuto moltissimo!

Una cosa che anche no – 10%

yogurt milbona

La dieta la facciamo insieme, ma essendo due persone diverse la facciamo in modo diverso.

Lui è un ingegnere: scientifico nel suo approccio, studia, installa un’app in cui inserisce tutto quello che mangia e beve (ingredienti e grammature), quanto cammina, quanto cycla e quanto voga.
Io sono un’umanista: vado a sentimento, a vaghi ricordi di quello che posso aver letto su Cosmopolitan o, come dicono i nutrizionisti in gergo tecnico, procedo “a cazzo di cane”.

Lui, la sera, sa esattamente quante calorie ha assunto e quante ne ha bruciate. Sa se può mangiare due cioccolatini o magari bersi un bicchierino di armagnac.
Io, al mattino, mangio un tazzone di yogurt con il 10% di grassi perché c’è un numero con un “%” sul tappo. Può non essere magro, se c’è un numero con un “%”?

Lui gira la confezione, legge gli ingredienti (perché lui legge sempre le istruzioni di tutto) e mi fa vedere che ho davanti un secchio che contiene UN CHILO DI PANNA. Con un po’ di fermenti lattici buttati dentro.

yogurt panna

Indovinate chi ha perso tre chili in un mese e chi è rimasto fermo a 67.7 scolpiti nella pietra?