Top 5 del mese: 4 cose belle e una anche no – marzo 2019

Passeggiate tra giardini segreti e privati agrumeti, le cane uscite al ruscello, la legna raccolta in spiaggia, le zucche spacciate da un orto all’altro, la barca speronata. Girolimoni diventa una parola bella.

genova quinto1° cosa bella – girolimoni*

A sei mesi da quando ho cominciato ad esploralo con il cane, il mio quartiere non ha ancora cessato di sorprendermi. Prima di avere la Shu camminavo solo lungo il mare, credendo che il suo interno si spiegasse solo lungo due o tre vie perpendicolari che portano verso i monti.

Poi ho scoperto centinaia di case immerse nel verde di cui non sospettavo minimamente l’esistenza, nascoste da un dedalo di creuze così strette che se mangiassi due torte in più non ci passerei…

genova quinto

un ruscello in cui Sugar va ritualmente a bere e a bagnarsi le zampe…

genova quinto

sentieri battuti dai cinghiali che portano ai bunker della Seconda Guerra Mondiale…

genova quinto bunker

un commovente piccolo cimitero all’inglese che fa pensare all’elegia di Thomas Gray

cimitero genova quinto

la follia architettonica delle villette in stile bavarese a 100 metri dalla spiaggia…

genova quinto

genova quinto

Le chiamo “girolimoni” queste mie uscite, perché più di tutto mi piace invidiare guardare gli alberi che spuntano dalle alte mura dei giardini delle eleganti ville di inizio ‘900: palme, ulivi, allori, ma soprattutto arance, mandarini, kumquat, mani di Buddha…

mano di buddha

e – ovviamente – limoni.

genova quinto

2° cosa bella – la mia mezza età con Vittoria

 

È alla mia amica Vittoria che devo buona parte di questa magnifica mappatura di Quinto.

Uno dei miei grandi piaceri in questa dolce fase della mia vita è trovarci dopo pranzo con “le nostre cane” Sugar e Malaga, e usare il tempo che dobbiamo dedicare alle loro uscite per stare insieme parlando di politica e di figli (i nostri maggiori andavano a scuola insieme), scambiandoci ricette, portandoci cose buone da assaggiare e, per non farci mancare niente, raccogliendo anche un po’ di rumenta.

trash walk

Un’oretta all’aria aperta in buona compagnia che ogni volta mi fa pensare a una frase scritta da Ermanno Olmi: «Tutti i libri del mondo non valgono un caffè con un amico».

3° cosa bella – belìn, se la raccoglie ci fa solo che un favore

lega navale quinto

A proposito di rumenta e di spiaggia.

Proprio sotto casa mia c’è la microcaletta (l’ho fotografa con i panni stesi anche per la top 5 del mese scorso) in cui sfocia il ruscello dove più a monte si abbevera la Shu.
Tra le alluvioni e le mareggiate, la ripida spiaggia di sassi si riempie spesso di tronchi e rami che poi rimangono lì finché ogni tanto (ma tanto) qualche giovanotto non decide di farci un falò serale per cantare canzoni di Baglioni, o finché, se va bene, un’altra mareggiata se li porta via.

La caletta è in gestione demaniale della Lega Navale, che non vara transatlantici ma ospita piccole barche a vela e gozzi di legno per andare a pescare le acciughe; anche se per legge è di libero accesso a tutti, ho sempre l’impressione che i pensionati che ci passano la giornata mi guardino in cagnesco (LOL) perché ci porto la Shu a cercar legnetti da masticare.

L’altro giorno ho voluto ingaggiarli perché se non puoi combatterli devi farteli amici, e con un bastone in mano gli ho chiesto se secondo loro avrebbe bruciato nel camino.legna spiaggia

Pensionato 1: Belìn, certo che brucia, perché non dovrebbe? (i genovesi son sempre pronti a rimproverarti)
Io: Perché magari il sale…
Pensionato 2: No, no, bruxia, bruxia…
Io: Allora non vi dispiace se raccolgo un po’ di legna e me la porto a casa?
Pensionato 2: Belìn, se la raccoglie ci fa solo che un favore!
Pensionato 1: Anzi guardi signora, se prende quella più grossa gliela taglio a pezzi più piccoli, ché ho il seghetto pronto!

Non posso dire che si siano messi a spostar tronchi, anche se era la loro occasione d’oro. Mentre io trascinavo i rami più grossi, Pensionato 2 teneva il borsello con una mano e con l’altra metteva da parte qualche legnetto (i genovesi stan sempre attenti a non dare troppo aiuto), e Pensionato 1 tagliava.

Poi è arrivato Pensionato 3 e si è messo a litigare con Pensionato 1 perché stava usando il seghetto, sono volati dei belìn arrabbiati e la falegnameria ha cessato l’attività.

Me ne sono comunque tornata a casa con due sacchi di legna a costo zero da ardere tra nove mesi.

E un’incertezza: mi sono fatta dei nuovi amici o dei nuovi nemici?

4° cosa bella – un nuovo amico

A sinistra, la coda della Shu; a destra, il Signore delle Zucche

Uno dei girolimoni più belli che ho fatto è stato quando, in quello che pensavo fosse un burrone, ho scoperto dei piccoli orti abbarbicati gli uni sugli altri. A prima vista sgarruppati, in realtà gestiti con superba determinazione sulle strette fasce di terreno.

fragole

Le fragole sono piantate in un tubo bucato e in bottiglie di plastica appese su una rete da materasso, le zucche sotto curiosissime cloche a forma di casco di Darth Vader, sicuramente di recupero come tutto il resto: i mattoni avanzati da qualche cantiere per comporre le aiuole, i vassoi di un vecchio frigo per proteggere un virgulto sotto gli ulivi.

zucche
Le zucche di Darth Vader

Un orto a costo zero, che produce in gran quantità e varietà nonostante la parsimonia (molto ligure) delle risorse: insalate, cavoli, broccoli, pomodori, finocchi, spinaci, bietole, carote.
Ho fatto i complimenti ai signori che ci stavano lavorando, e il proprietario mi ha invitata ad entrare per vedere meglio come fosse organizzato. E siccome ho manifestato la mia stima per le sue zucche, mi ha regalato dei semi da piantare in terrazza:

semi di zucca

Gli ho promesso che sarei tornata con dei semi per lui, ma ora non so cosa portargli. Perché cosa si regala ad un uomo che ha già tutto?

Una cosa che anche non so definire – imprevisti e probabilità

imprevisti probabilità

Se mi seguite su Instagram, la scorsa domenica mattina avrete visto nelle mie Stories che ho passato una mezzora molto piena.

Eravamo via per il weekend, e ho portato fuori la Shu alle 7 per poterla liberare in spiaggia e lasciarla camminare senza guinzaglio per il paese: sta imparando (poco e male) a non scappare e restare abbastanza vicina a me – ma ci vuole allenamento.

Infatti tre minuti dopo averla sganciata è scappata, correndo su per delle scale che portano a degli orti e che sbucano sulla provinciale per Portovenere, affettuosamente ribattezzata dai locals “la strada della morte”.

Mentre correvo e chiamavo e perdevo il fiato ho scorto una signora in fondo al suo giardino e le ho chiesto se avesse visto un grosso cane bianco. Purtroppo no.

Il tempo passava e non sapevo se stavo andando nella direzione giusta. Stavo cominciando a panicare quando ho sentito rufolare tra l’erba alta e Sugar è spuntata dietro una rete con un sorriso che le faceva due volte il giro del muso: aveva sentito il richiamo della foresta, l’aveva seguito e aveva trovato lucertole, rovi e margherite!!

Ci abbiamo messo un po’ a capire come raggiungerci a vicenda, con il rischio che, sempre presa dai suoi entusiasmi, lei si gettasse sulla curva cieca della strada, da cui sentivo arrivare lo spaventoso rombo delle moto che giocano al gran premio.

Finalmente sono riuscita a prenderla e, scesa in paese, ho incontrato la signora del giardino: stava cercando il mio cane.

“Ah, come sono contenta, sono proprio commossa!” mi ha detto. Avrei voluto abbracciarla! E poi ci ha salutate esclamando: “Allora… buon bene!”, che penso sia l’augurio più bello che si possa fare, in assoluto.

Cinque minuti dopo stavo osservando (e filmando nelle Stories) un peschereccio che rientrava nella baia; solcava l’acqua liscia e oleosa verso il pontile nel silenzio del mattino, silenzio interrotto dallo stridìo dei gabbiani che lo seguivano e gli si tuffavano intorno e… improvvisamente, da una POM! forte come un’esplosione.

Il peschereccio era entrato di prua nell’unica barca in rada, che a quel punto ha rinculato tanto da sembrare essersi disancorata.

Vorrei sottolineare che la baia è grande, e la barca in questione pure: impossibile non vederla.

le grazie portovenere

Quante probabilità c’erano che il peschereccio la centrasse? Veramente poche.

La scena che si è svolta subito dopo è stata la seguente: dalla barca sono uscite delle persone in pigiama, scioccate dallo spavento; il capitano del peschereccio si è messo a urlare e ad agitare le braccia come se quello investito fosse stato lui; dei pescatori sul pontile ridevano e dicevano tra loro “cosa cazzo metti la barca lì”, come se la barca a vela non dovesse stare ancorata in mezzo alla baia ma, chessò, parcheggiata a spina di pesce davanti al bar.

 

E niente, mi sono resa conto che il tragico imprevisto è davvero sempre dietro l’angolo: pochi metri e la Shu si sarebbe ritrovata su una strada da cui difficilmente sarebbe uscita viva; quelli sulla barca potevano trovarsi sopra coperta ed essere scaraventati in mare e dilaniati dal motore del peschereccio.
E poi che in qualsiasi momento, dietro l’angolo puoi incontrare belle persone che augurano buon bene, e brutte persone che ridono del male degli altri.

Appendice – gatti belli e dove trovarli

Nei girolimoni:

gatto tartaruga

*Girolimoni è una battuta nera, che fa tristemente riferimento alla vicenda di Gino Girolimoni, il fotografo romano che venne accusato di aver stuprato sette bambine e assassinato cinque di loro negli anni ’20. Non trovandosi l’autore degli orrendi crimini, Mussolini in persona fece pressione sulla Questura perché si chetasse l’opinione pubblica con un colpevole.

Su Girolimoni furono costruite false prove che lo tennero in carcere per quasi un anno; dopodiché venne rilasciato senza nemmeno un processo perché il fatto evidentemente non sussisteva.

Il processo mediatico però ci fu, eccome, e gli rovinò però la vita.

La gogna fu tale e così debolmente ritrattata con pochi trafiletti interni dopo mesi di “sbatti il mostro in prima pagina” (sempre per volere del regime, che voleva mostrarsi garante dell’ordine pubblico – ad ogni costo) che ancora oggi, a Roma, girolimoni è usato come sinonimo di pedofilo.

È ora di dargli una nuova vita: bella, solare e profumata come una passeggiata tra giardini segreti.

Cakemania, eco food blog di Sasha Carnevali