La “Venetian rose mask” dei Red Carpet Cake Design: avventura al Sigep

Questa volta si sbarca a Venezia.
È all’elegante opulenza del carnevale veneziano, ai meravigliosi colori della pietra con cui è costruita la città e all’influenza orientale delle sue decorazioni che ci siamo ispirati per questo primo progetto carnevalesco con cui ci siamo presentati al Sigep 2013. L’idea è stata quella di travestire una torta elegante (giocata sul rosa tipico della pietra veneta decorata con arabeschi in ghiaccia reale) con un semplice drappo bianco che richiamasse i particolari panneggi dei costumi d’epoca veneziani, impreziosita con una maschera decorata in ghiaccia reale.
L’opulenza della maschera l’abbiamo ottenuta con un asimmetrico gioco di guizzanti arabeschi in ghiaccia reale da un lato, e di decorazioni barocche dall’altra. Per quest’ultime, abbiamo adattato le decorazioni di alcuni stampi al disegno della maschera, utilizzando diverse micro-sfumature di rosa della pasta di zucchero in modo che contrastassero leggermente con gli immancabili particolari in ghiaccia reale e non si perdessero in un troppo essenziale total white.

Ma la bellezza inquieta del romantico e crepuscolare immaginario legato alla laguna veneziana si sbriciola improvvisamente davanti all’incubo del rocambolesco viaggio per raggiungere l’affascinante e immenso mondo del Sigep, fiera di riferimento per tutto il mondo europeo legato alla pasticceria, alla gelateria, alla panificazione e al “neonato” cake design.
Sistemata la nostra torta Carnevalesca e la nostra principessa Raperonzolo, le scelte per rappresentarci in Fiera, in due belle scatole realizzate come al solito su misura e dotate di bei manici resistenti, facciamo i conti con il freddo polare di quei giorni.
Usciti per strada infatti sembra di essere stati catapultati su uno dei canali ghiacciati del romanzo “Pattini d’argento”, il tormentone dei neo-lettori degli anni ’80 che ormai si trova su tutti i banchetti di libri usati.
Fieri di aver inventato una nuova categoria sportiva, il Cake on ice, con il quale ci presenteremo alle prossime olimpiadi, raggiungiamo a fatica il treno.
Una volta saliti eccoci di fronte al rituale controllo delle torte: tutto ok, contenti che tutto sia intatto e che le nostre coronarie abbiano retto anche a questo trasporto.
Il treno è affollato ma la mancanza di riscaldamento, fiore all’occhiello dei trasporti italiani, questa volta è di aiuto perché le nostre torte da esposizione non subiranno fastidiosi shock termici.
Durante il viaggio continua il nostro training olimpionico, ci alleniamo tenendo in sospensione le scatole ogni qual volta il percorso diventi sobbalzante.
Il vero inferno sulla tratta per Rimini è l’entrata e l’uscita dalla stazione di Bologna che essendo immensa, ha decine di scambi i quali creano deliziosi sobbalzi alla carrozza.
Con scatto felino lasciamo le nostre partite a Ruzzle e con i bicipiti di acciaio superiamo tutta la tratta di entrata ed uscita dalla capitale del tortellino. Per non andare in ipotermia corriamo da una parte all’altra del treno a turno, anche perché l’unico bagno funzionante è in cima al treno, un’altra tradizione dei trasporti italiani che hanno a cuore il nostro allenamento.
Fissare le torte su dummy un po’ più grandi con una corona di stuzzicadenti, è risultato anche stavolta un metodo vincente per trasportare le torte: torte da esposizione in ottimo stato.
Per fortuna la Fiera di Rimini ha una stazione dedicata e il tragitto è breve, ma lo spazio sembra moltiplicarsi una volta superata la soglia di entrata della Fiera.
Né io né Marco abbiamo mai vissuto un attimo di panico da folla come questa volta, neanche quando abbiamo lavorato all’arena di Verona o nei grandi teatri d’opera. Per fortuna incontriamo la nostra amica Rossana che come una fatina ci guida in mezzo alla calca.
Come due novelli cenerentoli ci addentriamo nella massa delirante cercando la scarpetta di cristallo con su scritto Cake Design. Lì abbiamo avuto la misura di quanto il cake design sia solo una piccola briciola rispetto ai colossi che gravitano intorno alla pasticceria e al resto del mondo dolce!
“(..)Con rischi indicibili e traversie innumerevoli…” raggiungiamo alfine lo stand di Azzurra Press e il lavoro inizia.
Ma prima sistemiamo le nostre tortine in una vetrina che sembra un coloratissimo condomino. Con nostro grande onore l’attico è occupato dalla megalitica torta fantasy di Renato Ardovino. Contenti di aver visto una sua opera dal vivo, come tutte le altre dei colleghi che normalmente vediamo solo nelle foto della rivista, chiudiamo la vetrina e saliamo un po’ spaesati ma contenti sulla giostra dove intravediamo già alcuni amici come Toni Brancatisano nella veste di giurato del contest, Daniela Segantini new entry del cake design ligure e mano a mano molti dei nostri amici sul web, finalmente conosciuti di persona.
L’aria che si respira nel contest è davvero tesa, sia tra i giurati che tra i partecipanti. Siamo davvero contenti di aver scartato l’idea di partecipare!
Nello stand di Azzurra Press aspettiamo che Cécile Crabot termini il suo tutorial e scambiamo con lei due chiacchiere. Col suo spassosissimo accento sardo francese commenta con onore le nostre due torte: apprezza molto il lavoro in ghiaccia, ci fa i complimenti per l’uso raffinato e non banale degli stampi, e apprezza molto il modellaggio della nostra Raperonzolo. Ricevere dei complimenti da un artista con così tanta esperienza, beh non si può negare… inorgoglisce sempre.
Ed eccoci alla nostra intervista per la rivista Cake Design Cucina Chic, oramai le domande non sono più scritte sulla carta ma si leggono direttamente dal tablet: fa ridere la dissonanza tra il lavoro super artigianale del cake design e l’alta tecnologia della comunicazione.
Dopo la divertente intervista finalmente giriamo per la fiera. Incrociamo una dimostrazione di Molly che spiega l’importanza del polistirolo in pasticceria, e poi visitiamo gli stand dei colossi: Pavoni, che aveva decisamente l’allestimento più intrigante, Modecor con un enorme stand a due piani che intimoriva un po’, Martellato dove abbiamo rivisto il nostro amico Giampaolo Panizzolo alle prese con l’uso dell’aerografo su pasta di zucchero. Con lui abbiamo un rapporto un po’ goliardico e siamo riusciti a farlo sgridare dal sig Martellato in persona!!
Una bella sorpresa l’abbiamo avuta nel piccolo ma raffinatissimo stand Cove: ad accoglierci due simpaticissime ed eleganti signore che guardano con estremo interesse le nostre opere. Si avvicina poi un signore più anziano che con fare sapiente di chi ha una lunga esperienza ci dà un sacco di amorevoli consigli, proprio come farebbe un nonno con i propri nipoti! Ci ha molto colpiti toccare con mano che dietro un’azienda così conosciuta ci possa essere un cuore così semplice e umano.
Finito il tour delle aziende ci buttiamo sulla via della perdizione cercando i famosi assaggi. La cosa straordinaria è che eravamo partiti pensando di assaggiare ogni meraviglia e invece a parte un piccolo e devo dire buonissimo gelato siamo riusciti a non assaggiare nulla! Meno male che abbiamo incontrato la nostra amica Dania Marchiorio che ci ha invitati nel suo stand aprendoci la riserva personale di biscotti, torta “russa” eccezionale e una buonissima torta di mele. In un modo o nell’altro la scorta di zuccheri giornalieri era fatta. Una cosa l’abbiamo capita: dovrebbero nominare il cake design categoria ad alto rischio di perdita della linea!

Davide Francesca per Red Carpet Cake Design