Come nasce una collezione di pasticceria artistica: dal bozzetto alla vetrina, le uova di Pasqua dei Red Carpet Cake Design
In questa intervista Davide Francesca dei Red Carpet Cake Design ci accompagna nel percorso di creazione di una nuova linea di uova di Pasqua: brainstorming, bozzetti, prototipi da variare, costi di produzione... fino all'offerta al pubblico. Ecco come si lavora nell'alta pasticceria!
Come nasce una collezione di pasticceria artistica?
Disegnare e realizzare una collezione necessita tempo: per suggestionarsi, incuriosirsi, per ideare, per verificare le idee, per modificarle e poi solo alla fine produrle.
Affrontare il tema Uova di Pasqua è per noi ogni anno un appuntamento emozionante, una forma che io trovo magica e che ci ha sempre ispirati a creare piccoli e grandi gioielli soprattutto in ghiaccia reale, con la missione di utilizzare una tecnica antica per creare ad uno stile contemporaneo e suggestivo.
Le nostre produzioni pasquali sparse un po’ in tutta Italia quest’anno sono eterogenee: in Sicilia, in particolare nei laboratori di Marialuisa Pasticceria, dove da un anno lavoriamo con grande impegno per creare una linea super-lusso di dolci artistici per eventi, matrimoni, e per le ricorrenze stagionali, neanche il tempo di finire gli ordini natalizi e abbiamo iniziato a lavorare alle uova. Il primo input della direzione è stato quello di creare una proposta a tema, con il timido desiderio di ispirarsi ad Alice nel Paese delle Meraviglie. Detto/fatto: ogni desiderio è una missione per ogni cliente che decide di affidarsi alle nostre mani, così il nostro maniacale trasposto verso le favole, l’immaginario Disney e il mondo creato nel 1865 da Lewis Carrol ha innescato subito un turbinio di idee e proposte.
Come partite di solito per avviare il processo creativo?
La prima fase, come ho imparato negli studi di architettura e applicato poi in tutte le mie produzioni creative teatrali, è stata quella di buttare fuori proposte, e disegnare… tanto! Perché disegnare è ragionare per me, cercare il segno giusto per cominciare a distillare l’idea principale, o come mi ha insegnato Renzo Piano attraverso uno dei suoi malefici assistenti, la linea di progetto.
Parlo in prima persona non perché voglia scavalcare Marco ma solo perché dell’ideazione di questo progetto mi sono occupato maggiormente io e ne posso parlare più diffusamente.
Sviluppare una totale coerenza di progetto, quindi di disegno è la base della creazione di una linea, sia essa d’alta moda, di design o, come nel nostro caso, di pasticceria artistica. Per me non c’è mai stata nessuna differenza tra affrontare un progetto di architettura, uno di regia teatrale o di pasticceria artistica: prima di centrare il segno e svilupparlo bisogna, per citare il famoso film di Troisi e Benigni: “PROVARE , PROVARE, PROVARE, PROVARE”.
Le idee sono state tante in questo caso, perché il tema è fin troppo ricco e articolato, ma piano piano chiarezza è stata fatta cercando di rispettare la forma iconografica dell’uovo di Pasqua e di lasciare che ogni pezzo non facesse dimenticare il mondo della Pasticceria pur interpretando un tema così fantasioso.

Quali sono, se ci sono, le difficoltà nello sviluppo di un progetto di linea con team sempre differenti?
La chiave a mio parere è sempre osservare le persone che lavoreranno con te, rispettare le nature e le dinamiche di ogni posto e solo in seguito coinvolgere e condividere il processo creativo fino a farli sentire di esserne parte integrante.
È sempre emozionante presentare i bozzetti di un progetto al gruppo di lavoro che svilupperà la collezione. Quando sviluppiamo io e Marco tutto il processo il percorso è meno tormentato perchè sappiamo già che ruoli prendere e come intervenire per essere subito operativi – anche se gli scontri non mancano talvolta.
Quando si lavora con un team nuovo invece manteniamo un impatto iniziale cauto e indagatorio, anche se preferiamo essere decisi su alcuni punti per non dare spazio ad inutili fraintendimenti.
L’esperienza di Alice in Wonderland è stata subito molto positiva, anche se non pensavo che lo stile colorato e minimal che abbiamo scelto (e che a me piace moltissimo) incontrasse del tutto i loro gusti essendo un po’ astratto. Il team in questa caso è molto giovane, ben preparato tecnicamente e molto aggiornato sulle tendenze contemporanee, con tanta voglia di mettersi alla prova, così come vede fare alle pastry star che ogni giorno segue sui canali social.

Come si entra in produzione e quali sono i punti da tenere ben a mente?
La fase più laboriosa e quella artigianalmente più creativa è quella dell’elaborazione dei prototipi: si provano le soluzione per rendere tridimensionale ed efficace ogni bozzetto, in seguito si verifica l’effetto finale, si valutano le difficoltà tecniche e tempistiche in base alla proiezione di riproducibilità in serie di ciascun soggetto. Si inizia così ad avviarsi verso la realizzazione definitiva.
Quando il tema lo impostiamo solo sul gioco decorativo in ghiaccia reale, il lavoro è capire le geometrie delle campiture, gli equilibri tra pieno e vuoto, lo stile che deve mantenere il segno decorativo, la presenza del colore. Quando invece si tratta di affrontare dei personaggi , con uno stile molto sintetico come questo che sto descrivendo, il lavoro è quello di distillare in maniera inequivocabile i tratti essenziali di ogni personaggio per poterne dare l’illusione con pochi segni, siano essi volumi, colori o proporzioni.
In questo caso il dilemma principale è stato quello di capire come e se rapportarsi alle immagini più conosciute del racconto di Alice. Il primo cartone animato Disney richiama un mondo esclusivamente infantile, mentre il film di Tim Burton rimanda ad uno stile iperrealistico, con un gusto quasi gotico; poi ci sono le illustrazioni litografiche del testo originale che si sono rivelate una grande chiave per sviluppare tutto in modo unico.

Ci racconti della nascita di qualche personaggio in particolare?
Per la “Regina di Cuori” per esempio avevo presentato un uovo di cioccolato bianco rovesciato con sopra una acconciatura che richiamasse un mezzo cuore dipinto di rosso e l’immancabile esagerato colletto a punta; in questo personaggio avevo immaginato anche occhi truccati e bocca a cuore, con un evidente richiamo all’interpretazione di Helena Bonham-Carter. Pur essendo già molto sintetico, il personaggio però non era ancora coerente con l’intera linea.

Quando Alessandra Gioiello, responsabile per la cioccolateria e ligure come me (il pesto che manda la sua dolce nonnina è una manosanta), ha trovato la soluzione dell’acconciatura creata con un mezzo stampo a cuore, mi resi conto che con un elemento così importante non avevamo più l’obbligo di aggiungere gli occhi truccati per identificarla e anzi, prendemmo coraggio e decidemmo di eliminare gli occhi a tutti i personaggi.


L’unica eccezione è data dallo Stregatto per il quale proprio gli occhi sono i protagonisti. Per creare “il vuoto” da cui far emergere alcuni elementi dello Stregatto, come se apparissero dal buio, ho proposto di utilizzare il famoso uovo “maglia” di Marialuisa (una fitta rete di fili di cioccolato che creano la forma dell’uovo) e di applicare sopra occhi, orecchie, naso e il suo famoso sorriso sornione ben particolareggiato. La tentazione di creare almeno coda e zampe l’abbiamo avuta, ma la realizzazione non è mai stata tanto efficace da convincerci – in più i tempi di realizzazione rischiavano di diventare davvero ingestibili.


Marialuisa in persona e Alessandra, insieme al team intero hanno lavorato tanto per realizzare i dettagli delle idee proposte, creando appositi stampi e trasformandone altri. Abbiamo insieme trovato tante soluzioni, alcune facili, altre che hanno necessitato più lavoro. Gli oggetti di una collezione sono comunque prodotti da vendere e bisogna adoperarsi perché il costo rimanga nella fascia di prezzo al pubblico prestabilito, con tempi di lavorazione plausibili e compatibili con quelli dell’intera produzione della pasticceria.
Diversa è la storia del simpatico Bianconiglio, il personaggio che è stato più facile e immediato realizzare. Abbiamo in soldoni travestito un grande uovo di cioccolato bianco (che abbiamo deciso di lasciare del suo colore naturale per esaltare la naturalezza del cioccolato senza aggiungere colorante bianco) con un bellissimo panciotto azzurro/turchese in stile barocco, l’immancabile orologio che pende dal taschino, due lunghe orecchie e l’elegante papillon. Zampette e coda, dopo vari tentativi di realizzazione a stampo, sono diventati delle piccole scocche di cioccolato: semplici ed efficacissime.
E ora si inizia: presto che è tardi!



Come si definisce il valore commerciale di ogni pezzo?
Grande importanza per definire i prezzi di una collezione di questo tipo, è ragionare in modo tale da avere all’interno della collezione prodotti con costi differenziati per venire incontro ad ogni esigenza di spesa e per articolare la produzione con pezzi facili e ripetibili e pezzi speciali che richiedono una lavorazione più lunga e attenta. Nel caso delle uova ovviamente va valutato anche il peso massimo che ogni soggetto deve avere.
Pensando proprio a questo è nata la linea di tazze e teiere, un must del Paese delle Meraviglie, mezze uova con manico barocco proposte in cioccolato bianco e nel nuovo “di modissima” Ruby, il cioccolato rosa lanciato sul mercato circa un anno fa. Marco torna alla grande con i suoi decori in ghiaccia reale ingentilendo ciascun pezzo a mano.


Un altro colpo di genio per creare proposte più economiche è stata la creazione di Pinco Panco, i due gemelli siamesi: con due piccole uova in cioccolato bianco, intinte semplicemente nel cioccolato fondente e nel cioccolato al latte abbiamo tratteggiato i due personaggi, a cui abbiamo aggiunto solo bretelle, bottoni, piedini e visiera del cappello in pasta di zucchero e cioccolato plastico, dell’azienda CoVe ovviamente.
Due uova, tre cioccolati, due sorprese: come faranno i bimbi a resistere?? Devo dire che dopo tanto togliere e semplificare, questi personaggi sono gli unici a cui ad un certo punto abbiamo deciso di aggiungere un dettaglio, per lo scrupolo di essere stati eccessivamente sintetici: e via con le prime 400 bandierine sui cappelli dei personaggi.


Il pezzo più importante per lavorazione, grandezza e prezzo è chiaramente quello dedicato alla protagonista, Alice. Mi ha piacevolmente stupito, confesso, Marialuisa quando tra i vari bozzetti ha scelto con entusiasmo questa versione di Alice, perché è un uovo che ho totalmente dipinto a mano (lavorazione lunga!), e dove del personaggio sono raffigurate solo la gonna con il grembiule, negli iconici azzurro e bianco, e le scarpette nere. Unica aggiunta richiesta e molto romantica: il fiocco bianco tridimensionale.

L’idea è nata da una wedding cake che realizzammo a Portofino qualche anno fa per Lucia e Demetrio, una coppia di sposi innamorati di Alice; per loro infatti inventammo una torta che fosse una trasposizione dei colori, dei volumi e dei dettagli del vestito di Alice in una torta nuziale a piani, per citare il mondo dell’amato personaggio rimanendo nell’eleganza di una festa nuziale classica e formale. La particolarità fu inventare un primo piano decorato con un motivo nero nato dalla sagoma delle scarpette di Alice.

Altro pezzo importante è il Cappellaio Matto, questo eccezionalmente più spiccatamente di gusto “Timburtonesco” è un equilibrismo di mezze scocche di cioccolato, con finitura in tecnica mista tra pittura, stencil, aerografia. Anche qui il personaggio più che rappresentato, è evocato dai volumi e dai colori dei vari dettagli del cappello, mentre il richiamo all’arancione dei suoi capelli viene citato dal grande fiocco alla base del cappello.


E poi finalmente arriva la Pasqua…
Le settimane impiegate a rifinire e curare le creazioni sono dure ma inevitabili per raggiungere risultati raffinati e memorabili. Purtroppo e per fortuna le aspettative su noi RedCarpetCakeDesign ormai sono molto alte e, non solo amiamo che sia tutto perfetto, ma stupire i clienti è diventata quasi una missione.
Per noi la grande ricompensa è sapere che rimarremo nella memoria delle famiglie che hanno deciso di festeggiare con una nostra realizzazione diventando il loro “ ricordo felice”.
Ricorderò sempre una dolce vecchietta genovese che dopo aver scoperto le uova decorate in ghiaccia nel nostro atelier sul mare, con gli occhi che brillavano ci disse: “Grazie, è da quando ero bambina che non vedevo più queste meraviglie, finalmente quest’anno potrò condividere con i miei nipoti grandi e piccini un po’ di storia della mia infanzia. Sa’, bisogna fargli vedere le cose belle a ‘sti “figetti”, l’Arte nobilita l’Uomo!”


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