Intervista a Bompas & Parr

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Per l’Independent sono tra le 15 personalità che ridefiniranno l’arte britannica. Ma non c’è dubbio che i 28enni Sam Bompas e Harry Parr, ovvero i “Jellymongers” (venditori di gelatine) alla guida della food art inglese, abbiano già dato nuova vita alla scena creativa internazionale. Sam è un eccitabile biondino dalla voce baritonale che ama indossare il farfallino in tutte le occasioni. Harry, architetto, è quello che trova il modo pratico di realizzare le fantasie bizzarre del socio. Nel 2007 hanno cominciato a fare catering preparando sofisticati budini per tutte le occasioni, dai battesimi ai funerali.

Siete esplosi sulla scena mondiale nel 2008 con il Jelly Banquet: durante il London Festival of Architecture avete indetto una gara per premiare, a mano del superchef Heston Blumenthal, l’Ultimate Jelly Architect. Eravate sconosciuti ma hanno partecipato nomi come Lord Foster con il suo Millenium Bridge, Lord Rogers con il suo aeroporto di Barajas! Voi gli avete preparato gli stampi – come avete fatto?

Sam: “Da appassionati di gelatine, ci siamo presto resi conto di non poter usare solo stampi antichi: il mercato è saccheggiato dai collezionisti che ci fanno un buco e li appendono ai muri. Così Harry ha usato le sue competenze da architetto e ha cominciato a progettarne di nostri. Il nostro contributo alla gara è stata la cattedrale di Saint Paul”.

 

Quanti stampi ci sono nel vostro studio?

Harry: Circa 10000, però di un tipo ne abbiamo 2500. Li disegno io al computer usando un normale programma per architetti, poi mandiamo il progetto a un 3D-printer che ci restituisce un modello pieno. A quel punto o realizziamo noi qui in laboratorio degli economici stampi di plastica con una macchina che mette sottovuoto il modello, o lo mandiamo a degli artigiani che ce li producono in rame stagnato. Abbiamo fatto di tutto: grattacieli, sottomarini nucleari, la mappa degli Stati Uniti…

photo-credit Mark Dye

Sam: Quelli in plastica sono per noi, quelli in rame in genere sono per i clienti che vogliono tenere lo stampo per ricordo.

Quanto costa uno stampo in rame firmato Bompas & Parr?

Harry: A partire dalle 800 sterline, circa 930 euro.

Meglio non bucarli, allora! Perché la gelatina, fra tutti i materiali e cibi con cui potevate cimentarvi artisticamente?

Sam: Jelly rocks! È magica: è facile da fare e i risultati sono spettacolari, ha l’abilità di far ridere la gente in maniera isterica e soprattutto può avere un gusto fuori dal mondo! Il fatto che generi sempre tanta eccitazione ci ha portati a indagare come poter scatenare simili reazioni con altri cibi.

E così avete rilanciato le gelatine come dessert chic, originale e bizzarro – come quelle fosforescenti

Photo-credit-Charles-Villyard

E quelle ispirate alla dimenticata tradizione funebre servite il giorno della sepoltura di Michael Jackson al Bistroteque di Londra…

Harry: … da camerieri che portavano un solo guanto bianco…

Qual è la gelatina più buona che abbiate mai assaggiato?

Sam: Harry ne ha fatta una all’iris, arancia e Courvoisier per un matrimonio, servita con latte aromatizzato all’ambra grigia che era formidabile. Quando gli ospiti si sono resi conto che in pratica stavano mangiando vomito di balena si sono eccitati tantissimo! L’ambra grigia viene usata in profumeria ed è un ingrediente assurdamente costoso.

Vi considerate esperti di cucina, artisti, architetti o scienziati? “I limiti sono tutte palle. Per noi ogni cuoco, artista, architetto e scienziato è un concorrente, il che rende la nostra vita piena di passione e furia!”.

www.jellymongers.co.uk

Potete trovare il libro “Jelly with Bompas & Parr” su Amazon

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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